IL DIFFERENZIALE DI GENERE E’ TUTTORA INDECENTE
Ancora una volta si rende necessario ribadire che il problema di genere non si risolve con qualche “pannicello caldo”, o con le solite promesse che lasciano il tempo che trova, oppure con il dono di un mazzolino di mimose o quando va meglio con un invito ad una cena romantica. E non si risolve certo con l’inasprimento delle pene nei casi di femminicidio che adombrano profili di anti costituzionalità della norma. Il problema è strutturale e va affrontato con grande determinazione al fine di contrastare e superare definitivamente il differenziale socio economico che persiste nell’ambito dei percorsi di vita e lavorativi del Paese. In tutti i sensi sia sul versante reddituale che in quello della collocazione professionale, che poi sono assolutamente connessi.
Vogliamo inoltre sottolineare, cosa mai sufficientemente denunciata e pubblicizzata, l’indecente differenziale che questo stato di cose determina anche nella terza età tra le entrate per pensioni tra uomini e donne:
IMPORTI MEDI MENSILI in € UOMINI DONNE DIFFERENZIALE
SETTENTRIONE | 1.540 | 858 – 682 | – 44% |
CENTRO | 1.351 | 776 – 575 | – 42% |
MERIDIONE+ ISOLE | 1.006 | 635 – 371 | – 37% |
MEDIA TOTALE | 1.334 | 773 – 561 | – 42% |
Un differenziale che ovviamente dipende dal numero degli anni di lavoro effettuati, ma principalmente dal sistema retributivo e dagli iter di carriera che contraddistinguono e purtroppo consolidano questa iniqua ed ingiustificata diseguaglianza di genere. Sono questioni che dovrebbero interessare tutti a partire da chi ha responsabilità Istituzionali, per un serio ripensamento culturale a partire dall’educazione familiare e scolastica – dichiara Rosario Trefiletti Presidente C.C.I.